Il gol dei sogni

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Probabilmente tutti i ragazzi che s’avvicinano al calcio giocato sognano di poter un giorno esultare dopo una rete messa a segno con la maglia della squadra del cuore. Quella maglia per alcuni sarà stata bicolore a strisce verticali, per altri sicuramente azzurra, la mia era di colore granata e il club non militava in serie A.

Nello spazio di pochi attimi, allorché Di Lorenzo apparecchia per il compagno vicino il tiro da fuori area, ho realizzato che sul piede di Domenico Russo si trovava finalmente l’occasione per concretizzare quanto immaginato per tanti anni, seppur solo per un caso di omonimia. Del resto adesso anche correre solo per esultare verso la tribuna sarebbe un impresa non da poco! Alla fine della partita le tante reti non realizzate per mettere al sicuro il risultato hanno perfino decretato che quel gol è quello della vittoria. Cos’altro chiedere ad una gara vista a tanti chilometri di distanza stando comodamente seduto in poltrona?
Il Giarre è solo Pietro Arcidiacono, il resto della squadra siciliana è tenuto a bada bene dai normanni che hanno avuto in tutti i novanta minuti il pregio di mantenere bene le distanze tra i reparti e tra l’una e l’altra posizione così da accorciare quando necessario. Non è mai bello fare paragoni ma in tre partite, quattro se contiamo l’eurogol di Chianese in Coppa Italia, abbiamo tirato in porta da fuori area, inquadrando lo specchio, più di quanto fatto in tutto il precedente campionato. Al di la dei tiri sulla traversa dello sfortunato Strianese, lo stesso Chianese e N’Diaye hanno dato prova di colpi balistici notevoli, il numero di soluzioni da lontano cercate è tale da far pensare che non sia solo un caso.
Volendo andare a trovare il pelo nell’uovo non si può non dire che due facili reti, fotocopia, in contropiede nelle ultime due partite sono state malamente sbagliate. Ai giovani granata si può concedere l’errore anche sotto porta, ci mancherebbe, ma forse sarebbe il caso di cambiare l’incrocio tra gli attaccanti, quando arrivano in tre contro due in area avversaria, così solo per evitare che il terzo episodio di fila confermi il “non c’é due senza tre”! Scaramanzia.
Sembrerà strano ma alla quarta giornata, domani, probabilmente si gioca una delle partite che determineranno il prosieguo del campionato: non c’è nemmeno bisogno di spiegare i motivi.

Intanto il goleador dell’ultima gara si ripeterà sicuramente, ed un altro omonimo scalpita dalla panchina: si può ancora sognare.

Domenico Russo

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