L’inconsapevole Real Aversa

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Il girone di andata per quel che riguarda la squadra normanna termina domani. Tra le squadre da affrontare almeno una volta manca solo il Bitonto, che è anche l’ultima delle squadre da testare che possiamo considerare tra quelle maggiormente attrezzate per la categoria.

A voler tirare già le somme per questa metà del campionato possiamo affermare che gli avversari superiori ai granata sono pochi: il Casarano, l’Altamura e il Taranto. La prima è stata affrontata all’inizio della stagione pertanto non sappiamo come sarebbe andata se l’avessimo affrontata oggi, però rimane la sensazione che allora potevano, volendo, aumentare il ritmo della loro prestazione. Con l’Altamura siamo incappati in una giornata “storta” mentre il Taranto dimostrò uno strapotere fisico che se saprà coniugare ad una maggiore intensità di gioco difficilmente mancherà uno dei posti sul podio.

Messa così sembra che tutte le altre siano inferiori e abbordabili, ovviamente non è così, ma è chiaro che è possibile affrontarle senza nessun timore. E’ pur chiaro che se siamo nella posizione di classifica attuale è perché qualcosa ancora manca e che possiamo ravvisare in parte nel fatto, conclamato, che concediamo errori che condizionano il resto della gara ma soprattutto sembra mancare la consapevolezza della possibilità di fare risultato. Sarà perché siamo partiti per salvarci, sarà perché bisognava saggiare le proprie potenzialità, sarà per la poca dimestichezza con la serie D, sarà perché i nostri avversari vantavano, e qualche volta millantavano, una rosa di costosi campioni, che alla fine ci siamo convinti che vincere dipendeva dal verificarsi di tante variabili non governabili dalla squadra, men che meno dalla loro forza.
E così succede che un errore di valutazione lo commette anche il tifoso che scrive. Vede la gara con il Sorrento e pensa: guarda dove gioca Gallo, abbiamo il favore del forte vento che investe il Bisceglia, pressiamo il loro modo di fare gioco partendo dai difensori e li costringiamo a lanciare controvento. Grande De Stefano, ha puntato tutto sul primo tempo! Poi arriva l’intervallo e pensi: “adesso il Sorrento, a sua volta a favore di vento, ci renderà pan per focaccia e ci farà soffrire le pene dell’inferno”. Invece si rientra in campo, Gallo si mette qualche metro più indietro, e come se nulla fosse cambiato, la musica e la danza la menano solo i granata, trovando perfino il tempo per farsi fare un gol dalla grandine. De Stefano allora ridisegna la squadra in attacco mettendo ai lati della coppia di attacco Chianese e Ndyaie, che si mostrano, nonostante l’età e qualche incomprensione passata, maturi e svolgono quanto gli è stato chiesto dall’allenatore sapendo, come già accaduto, che le gerarchie in attacco (al momento ineccepibili) possono cambiare ancora; basta dimostrarlo quando si è chiamati a farlo.

Ora se il Sorrento ha come ambizione il salto di categoria, se il Lavello idem con l’aggiunta del bel gioco zemaniano, se il Picerno con la sua rosa titolata vuole tornare in LegaPro e gli altri chi più ne ha ne metta, allora per quanto visto in questo girone di andata, senza ombra di dubbio il Real Aversa deve solo convincersi che può battere chiunque, anche gli arbitri.

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