Il Real Aversa ha una sua fisionomia

visto 353 volte

L’importanza del risultato è innegabile nello sport. La propria capacità di padroneggiare la tecnica, lo sforzo agonistico e l’organizzazione di squadra, si misura con il risultato scaturito dal confronto diretto con gli avversari, gara dopo gara.
Il risultato può assumere un valore relativo e meno importante della prestazione solo quando l’obiettivo finale di una stagione, o dei programmi societari, è lontano oppure quando si costruisce una squadra partendo da zero. Per il Real Aversa è andata allo stesso modo: senza disdegnare il risultato finale, è stato importante capire nei primi mesi se la squadra potesse reggere o meno il confronto con le sue avversarie. Un interrogativo che ad ogni gara rimaneva inevaso o quanto meno di dubbia soluzione. Fino a metà dicembre, poi un po’ alla volta è maturata l’idea di squadra. Anche al tifoso meno attento adesso è chiaro cosa può dare alla prestazione di squadra ogni singolo atleta e cosa può fare questa squadra in questa categoria. Mister Abbondanza nelle interviste a margine della vittoriosa gara di Cerignola ci ha illuminato in tal senso affermando che la squadra “ha una sua fisonomia“. Questo non vuol dire che sia diventata una macchina da guerra perfetta pronta a vincere il campionato ma che è riconoscibile; va dato merito a De Stefano di averle dato una identità ben precisa, assecondando i punti di forza e cercando di mitigare quelli deboli. A proposito di quest’ultimo aspetto non si può non sottolineare che prendiamo spesso gol dalla stessa mattonella.
Pur sapendo che l’obiettivo sarà guadagnare la salvezza soffrendo, è un piacere poter seguire la loro crescita. E’ bello cercare in ogni gara conferme e nuovi progressi nel modo in cui si dispongono in mezzo al campo, nei movimenti e nei gesti tecnici dei calciatori o per come attaccano o difendono.
Adesso che la fisionomia è raggiunta però bisogna metterla al servizio del risultato. E’ il momento di misurare la nostra forza con quella delle altre squadre fino alla fine del torneo; se saremo capaci di far valere le nostre capacità, esprimendole al massimo, il risultato finale ci premierà comunque.
Per quanto detto è sempre valido l’auspicio di seguire il Real Aversa seppur in streaming, però i numeri di visualizzazioni nel confronto con le squadre pugliesi è impietoso, valga come esempio che le visualizzazioni dei tifosi dell’Audace sono state di almeno sei volte quelle degli aversani. A proposito delle dirette, domenica il pur bravo commentatore pugliese, dal primo tempo, non perdeva occasione di sottolineare che i granata cercassero il rigore con un fallo di simulazione, quasi fosse l’unica arma possibile a disposizione dei normanni; ebbene chi era collegato stava li ad aspettare, ormai ci aveva convinti, da un momento all’altro Improta si sarebbe tuffato in area tramortito da un fallo inesistente ed invece, da esperto marpione delle aree di rigore, è lui che fa un mezzo fallo appoggiandosi sul difensore in linea con il cross (che precipita a terra, forse simula?) e la mette dentro. Si ringrazia infinitamente Improta anche per questo oltre che per la doppietta, non ne potevamo più.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

storia precedente

Ultima tappa del tour de force per il Real Aversa

prossima storia

L’inconsapevole Real Aversa