Nessuno brilla in Real Aversa – Fidelis Andria, ma vincono i pugliesi.

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Allo stadio Bisceglia si ripete il copione già visto con il Brindisi ed in qualche misura con il Casarano e il Nardò: l’avversario pur non brillando esce dal rettangolo di gioco ottenendo un risultato positivo, lasciandoci interrogare sui motivi che lo hanno determinato.
Come le altre anche la Fidelis gioca una partita ordinata, scolastica, non fa mai girare la testa ai normanni e se per caso arriva ai sedici metri ci prova, e quando succede non ci mette nemmeno il furore necessario per impensierire Papa. Ma l’Aversa?
Quello raccontato fin ad adesso è il primo tempo dei pugliesi perché i granata per 45 minuti non hanno mai tirato verso la porta avversaria. Anche nelle tornate casalinghe precedenti bisognava attendere la prima metà del tempo perché la squadra prendesse consapevolezza delle proprie possibilità e costringesse l’avversario sulla difensiva chiudendolo nel proprio fortino, oggi no.
E cosi passando alla ripresa s’assiste al solito gol subito, non certo per i veementi assalti altrui ma per episodi quasi speculari ai precedenti ovvero con la loro linea di attacco che si confronta uno contro uno con la nostra linea difensiva. E’ indubbio che sul risultato di parità puoi contare sulla velocità di Ndiaye a destra per sfruttare le nostre ripartenze quando invece l’avversario è in vantaggio diventa molto più difficile farlo; altre armi per pungere la Fidelis non se ne sono colte.
Avessimo avuto lo stesso Ndiogou Ndiaye visto con il Nardò nel 2014 al posto del suo omonimo Momar N’Diaye, che Novelli schierava anche nello stesso ruolo, forse avremmo evitato perfino i playout di serie C. A differenza però di quella partita perfetta questa volta sbaglia qualche appoggio di troppo ed in un paio di occasioni i tempi della giocata ma risulta pur sempre l’unico in giornata sul fronte d’attacco, senza contare il merito di aver messo una palla splendida sul piede di Mariani per una bellissima ma inutile rete.
La classifica per quanto deficitaria non è compromessa, potrebbe forse la rosa necessitare di qualche correttivo se di vero spessore ma ha comunque dei buoni calciatori. Senza menzionare gli atleti d’esperienza con in testa gli ottimi Varchetta e Gallo, presenta giovani elementi su cui si può ben lavorare: gli esterni di difesa, Lanzillo, Chianese per citarne alcuni.
Vanno risolte le ricorrenti problematiche già sopra evidenziate, sta alla guida tecnica cercare di conciliare la necessità di muovere velocemente la palla evitando però la frenesia nel farlo, di ottimizzare i tempi della gara e di far rendere con continuità i giovani calciatori granata, Raffaele Sergio diceva “il giovane da, il giovane toglie”.

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