Il “Pezzo” di Genny Viola

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Sognare un cielo azzurro all’orizzonte senza nuvole, sedersi e guardare il proprio destino mostrarsi sereno, squarciare il domani dal finestrone della propria vita calcistica, in fondo è un head line in salsa normanna, apparso nei solchi di un nuovo corso, nelle fredde tabule da statistica che ottimizzano un duo di vittorie esterne (prima Isola Liri poi Monopoli), strana storia dal buco della serratura di un professionismo comunque ancora inedito per la Normanna.

“Oggi abbiamo ottenuto ciò che la fortuna ci aveva sottratto”… Nella placenta della sorte, buona sorte, la Normanna ne esce insolitamente vittoriosa perché Pettinari & Del giudice sanno di prodigio, perché un male in comune diventa mezzo gaudio, perché l’unione si rinsalda nelle sofferenze.

Monopoli è bagnata? Ma fortunata!!! Sarli spicca il volo nelle movenze tipiche d’una esultanza acchiappa critiche, cercando di scavalcare i dissensi, di cucire le ferite d’un amore però mica finito, di liberarsi da una esistenza apparsa d’inferno nei vortici d’un mercato frullatore di certezze. “Dedico questa rete a tutta la mia famiglia alla quale devo tutto”… La linea di comunione che separa la Normanna del passato dalla Normanna del presente è nella forza di un gruppo che sa di anima, è nel progetto che non prevede solisti ma coristi, è nella capacità di soccorso al compagno vicino di reparto per sopperire magari ad un limite con un pò di cuore. E i voli pindarci perdono quota dinanzi ad un cinico realismo che non spalanca nessuna porta aperta per il Paradiso.

“Abbiamo un’unica missione quella di salvarci. Vorremmo raggiungere presto tale traguardo senza non troppo patire”. Nessuna facile illusione. Nessuna maligna convinzione. Nessuna visione che mascheri le vere apparenze. Sulla via dei Ritorni la Normanna è una “giovincella” in apprendimento, è l’impresa made in Progress, è la valorizzazione dei suoi “maledetti scugnizzi” in quella forbice d’età che rende d’oro i giovani dell’87, ma anche dell’88, pure dell’89, addirittura del 90 (Arini, Campanella, Massimo, Tovalieri). Esistono persino i contorni d’una favola a occhi aperti per un Balestrieri che dall’eccellenza si catapulta in Legapro senza inibizioni, errori, esitazioni: questione d’appartenenza per una Normanna figlia della sua terra. Sognare un cielo azzurro all’orizzonte senza nuvole.

Genny Viola

(giornalista del quotidiano “Roma” e del “Corriere del Pallone”)

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