18/02/2010 8.28.00
La città dell'Abbazia: Cassino
Cassino è un comune di circa 30.000 abitanti in provincia di Frosinone, situata nel basso Lazio e f ino al 1927 faceva parte della provincia di Terra di Lavoro.
La città di Cassino è posta nella parte meridionale della regione politico-amministrativa del Lazio, nella parte settentrionale della regione storico-geografica della Campania. Il centro è collocato alla base del colle chiamato Montecassino, che si eleva fino a 520 m s.l.m., che si distacca dal Monte Cairo, nella pianura racchiusa dai fiumi Liri e Rapido, il Gari si versa nel Liri che diventa così il fiume Garigliano; a causa di questa abbondanza di acque, nella piana in passato si trovavano aree paludose. Notevole è l'importanza della collocazione: Cassino si trova nel luogo dove si restringe la valle del Liri, ben collegata al golfo di Gaeta e al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, da sempre attraversata da importanti strade congiungenti Roma con Napoli e il resto del Sud Italia.
I primi insediamenti sono sorti nelle caverne della collina, perché nella vallata vi era un bacino lacustre. Sono stati rinvenuti reperti che attestano la presenza umana risalenti al Neolitico; nell'Età del ferro si dovrebbe essere formato uno stanziamento attestato dalla presenza di una necropoli.A quell’epoca Apollo era la divinità più venerata, il cui tempio era posto su Montecassino, l' acropoli della città. Tale complesso sorgeva dove oggi è l'Abbazia; aveva anche funzione militare: era difeso da una doppia cinta muraria che oggi possiamo ancora ammirare in parte; venne costruita con pesanti pietre sagomate per tenersi insieme a secco e si congiungeva alle fortificazioni cittadine. Tra le altre divinità venerate v'era Deluentinus, dio locale delle acque. La leggenda narra che San Pietro apostolo in persona, transitando per queste terre per raggiungere Roma, predicò per primo il Cristianesimo ai Cassinesi. L’Abbazia di Monte Cassino divenne un modello per il monachesimo occidentale ed uno dei maggiori centri culturali europei per tutto il Medioevo. Dalla popolazione venne eretto un villaggio chiamato Castellum Sancti Petri per via della locale chiesa; era collocato sulle rovine dell’antico foro cittadino che si trovava in pianura e non alle pendici collinari come la città precedente. Sfortunatamente a causa della sua collocazione geografica e della sua posizione protetta, il monastero e, di conseguenza, la città rimasero in tutte le epoche coinvolti in vicende militari. Montecassino raggiunse l'apice della sua prosperità e potere nel XI secolo sotto l'abate Desiderio (1058 - 1087), che divenne poi Papa col nome di Vittore III. I monaci divennero più di duecento e i loro manoscritti miniati divennero i più ricercati.
Un terremoto danneggiò l'Abbazia nel 1349 e, malgrado questa venne presto riparata, l’evento segnò l'inizio di un lungo periodo di decadenza. Nel sec. XIV, da Roma si cercò di separare l’amministrazione della città dal monastero ponendovi un vescovo, ma gli abati riuscirono a mantenere le loro prerogative. Nel 1505 il convento fu congiunto con quello di Santa Giustina di Padova. Nel 1521 si ebbe una rivolta dei cittadini che saccheggiarono l’Abbazia per giorni. Nel 1527 la peste fece strage nell’intero cassinate.Il 15 febbraio 1944 fu infine una delle date più nere: l'Abbazia fu rasa al suolo da un pesante bombardamento aereo. Gli alleati, credendo che la stessa Abbazia fosse una postazione strategica occupata dai tedeschi, la bombardarono, uccidendo la popolazione che vi si era rifugiata. Le opere d’arte contenute nell’Abbazia furono trasferite a Roma dai tedeschi prima del bombardamento, ma molte scomparvero nel tragitto.
Quando gli alleati riuscirono a sfondare si contarono 54000 perdite tra gli Alleati e 20000 tra i tedeschi; sorsero quindi i cimiteri di guerra: un cimitero polacco, un cimitero del Commonwealth, ed un cimitero tedesco. L'Abbazia fu ricostruita dopo la guerra dallo Stato italiano; Papa Paolo VI la riconsacrò nel 1964. La ricostruzione fu un periodo estremamente duro, che durò praticamente fino agli anni ’60; si sviluppò una epidemia di malaria, ma vi fu anche grande solidarietà da parte del resto d’Italia: i bambini furono ospitati a lungo da famiglie del Nord e vi furono molte elargizioni. Cassino meritò l'appellativo di Città Martire per la pace e la Medaglia d’oro al Valor Militare; a monito per le future generazione affinché non perpetrino le distruzioni della guerra che qui si sono verificate a Cassino è posto il Monumento della Pace di Umberto Mastroianni. Sempre a Cassino vi è anche un cimitero militare polacco ed uno tedesco.
Alcuni ristoranti dove si può gustare la tipica cucina regionale a prezzi modici sono: Da Mario, La Colombaia e al Boschetto.
La città di Cassino dista da Aversa circa 100 Km ed è facilmente raggiungibile percorrendo l’autostrada del Sole Napoli-Roma dove dopo circa 70 Km con uscita Cassino si arriva alla famosa città dell’abbazia tempo di percorrenza un ora circa..Gli azzurri laziali disputano i loro incontri casalinghi allo stadio “Gino Salviati” in Via Appia Nuova, lo stadio ha una capienza di circa 3500 posti , la tribuna ospiti può contenere fino a 700 posti circa, vista la vicinanza tra le due cittadine , invitiamo tutti i tifosi a seguire la propria squadra.
Buona Trasferta Lucca Nino.
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