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 26/11/2009 9.07.00
Manfredonia: La città del Golfo Omonimo

In fondo al Golfo omonimo, accarezzata dalle spumeggianti onde azzurre del Mare Adriatico, difesa dal Gargano, la Montagna del Sole, sorge Manfredonia. La ridente cittadina dauna conta oggi circa sessantamila anime e si estende lungo la fascia costiera; confina a Sud con Zapponeta ed a Nord con il territorio di Monte Sant'Angelo, ai piedi del Gargano. Il clima è temperato tutto l'anno con valori di 16° C. Situata a poca distanza dalla progenitrice Siponto, divenuta una immensa palude a seguito dell'evento tellurico del 1223 che la distrusse quasi interamente. La città deve il suo nome al suo fondatore, il "biondo e bello e di gentile aspetto" re Manfredi, figlio del grande Federico II, che amò tanto la terra di Puglia ed in particolare la Capitanata, da renderla immortale per avervi realizzato numerose opere. " Se il Signore", disse Federico, "avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui". Il Re Manfredi , dopo averne disegnato la pianta, convocò presso di se studiosi, maghi ed astrologi, perchè gli consigliassero il sito più idoneo per collocarvi la prima pietra. Dotò la nuova città, alla quale diede il suo nome, di strutture moderne. Concesse agli abitanti privilegi perchè potessero ripopolarla degnamente e prosperare.La prematura scomparsa avvenuta il 1266, durante la battaglia di Benevento, però, non gli consentì di vederla così come avrebbe voluto che fosse, tuttavia, Manfredonia ha continuato il suo cammino verso un futuro ricco di avvenimenti. Nonostante le mutate situazioni ambientali, culturali e sociali, la città ha conservato la sua connotazione originaria, consolidando il feeling con il passato. Il nuovo si fonde con l'antico.Oltre alle bellezze naturali e paesaggistiche, Manfredonia conserva intatti frammenti di storia di notevole interesse. Il castello svevo-angioino, la Basilica Minore di Santa Maria Maggiore di Siponto (sec.XII); l'Abbazia di S.Leonardo in Lama Volara (sec:XI); la chiesa di S.Domenico, con annesso monastero (oggi sede municipale); la chiesa Cattedrale dedicata a S.Lorenzo Majorano, Tra le diverse culture, tradizioni ed attività, quali: la marinara, montana ed agricola, così diverse, così uguali, si è stabilito un meraviglioso fil rouge tale da rendere questa città vivibile, a misura d'uomo. Le bianche case del quartiere "Boccolicchio", il mercato ittico, luogo d'incontro degli oltre tremila addetti alla pesca; la copiosa flottiglia peschereccia, terza in Italia; a sera, lo " struscio" in Corso Manfredi, le botteghe artigianali, e, non ultima, la gastronomia, con i suoi genuini prodotti tipici, sono gli ingredienti per trascorrere una vacanza serena e spensierata a Manfredonia. E, "dulcis in fundo", il Carnevale sipontino con la sfilata di carri allegorici e gruppi di maschere, tra balli canti e suoni. Questa, dunque, è Manfredonia, porta del Gargano, centro pilota del Parco Nazionale del Gargano. La cucina sipontina si richiama a quella comune in tutta la Puglia. Una cucina spesso frugale, semplice e genuina impostata su cinque elementi: i farinacei, l'olio d'oliva, i vegetali freschi e secchi, la carne ovina, il pesce. Il pane viene ancora confezionato in "pagnotte" o "scanate" (che raggiungono i sette chili), e il pane in pasta dà vita a numerose focacce che cambiano nome e ingredienti da luogo a luogo. L'antico menù settimanale assegnava alla pastasciutta il martedì, il giovedì e la domenica; in non poche famiglie questa regola viene tuttora rispettata ed è pure mantenuto l'uso di paste caserecce: orecchiette, troccoli, maccheroni con il buco, maccheroni arricciolati (fusilli), lagane (lasagne), ecc. Per condire la pastasciutta esiste una variopinta lista di sughi e salse. Piatti assai gustosi sono le orecchiette cotte con la rucola e arrossate con la salsa di pomodoro, i maccheroni alla salsa di pomodoro e peperoni fritti, le tagliatelle al sugo di coniglio selvatico, le penne con gli asparagi amari, i maccheroni caserecci al ragù di agnellone, i troccoli al sugo di seppie ripiene o di polipi. Rimangono da nominare i due più celebri sughi: il ragù del macellaio che accoglie vari pezzetti di carni bovine, suine ed ovine, nonché lo stufato di bracioline; queste bracioline risultano da un involucro di carne di vitellone o di cavallina e da un ripieno composto di prosciutto, prezzemolo, pecorino, aglio, caciocavallo piccante a pezzettini, pepe, sale, peperoncino rosso. Ma il primato spetta al pesce. Abbondano i polipi, le murene, le spigole, i dentici, le triglie di tutte le misure (le agostinelle del golfo), i calamari, le seppie, le orate, le sogliole, gli sgombri, le anguille, i prelibati frutti di mare. Si consigliano i ristoranti Coppola Rosa in pieno centro cittadino , Ristorante Gargano , e il Reggio Hotel Manfredi dove per un costo di circa max € 40/45 si gusta un menu a base di pesce. Quindi cultura, tradizione aspetto paesaggistico e non ultimo la cucina, saranno da traino affinchè in massa i sostenitori normanni seguano la partita di domenica, la città pugliese dista da Aversa circa 240 Km tempo di percorrenza circa 2 ore e mezza la si raggiunge percorrendo l’autostrada Napoli/Bari con uscita Cerignola Est da qui prendere direzione Manfredonia e dopo circa 20 Km si arriva in città, da qui seguire le indicazioni Stadio Miramare dove alle ore 14.30 la società di casa U.S. Manfrredonia Calcio affronta la nostra Aversa Normanna. Buona trasferta a tutti. LUCCA Nino .

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