L'incomprensibile dignità aversana.

L'incomprensibile dignità aversana.
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scritto da Domenico Russo

giovedì 6 luglio 2017

Gli anni trascorsi dall'attuale dirigenza alla guida del calcio aversano sono stati costellati di successi mai raggiunti fino a quel momento e di alcuni momenti tristi. Nulla di anormale, il calcio è uno sport: si vince e si perde.
Nello stesso periodo di tempo però, e a mia memoria mai successo prima, sono state addotte motivazioni all'ascesa e alla permanenza dell'ing. Spezzaferri alla guida dei normanni delle più disparate e fantasiose. Nessuna delle tesi "proposte" è stata mai suffragata da elementi che la sostenessero. In pratica ad Aversa hanno anticipato di qualche anno la nascita delle cosiddette "fake news". Anche il meccanismo che persuade chi viene contagiato dalla notizia è lo stesso: conosco chi ha condiviso la notizia, pertanto la notizia non può che essere vera. A questo punto data per scontata la veridicità dell'informazione qualunque altro dettaglio aggiunto anche dalle persone meno attendibili del pianeta, o magari interessata a denigrare il prossimo, che anche questo nuovo elemento diventa automaticamente e tristemente vero.
Sarebbe inutile fare un elenco di tali stupidaggini così com'è una perdita di tempo andare a leggere notizie chiaramente false su un qualsiasi social network. Resto, invece, stupito da come sia state vissute due accadimenti reali da parte di alcuni tifosi della squadra granata, in sintesi:
- una squadra giovane é sinonimo di mancanza di impegno e di investimento nel club, fino a far supporre addirittura una strategia che punti al guadagno, e
- una squadra giovane mina la dignità di chi dirige la squadra.
L'intervento con proprie sostanze nella gestione di un club può avvenire in modo sostanzioso solo in fase una fase inziale, e nei primi anni, ma poi come si può pretendere che si continui ad immettere denaro nello stesso modo per sempre? Per quale motivo si dovrebbe incidere così pesantemente sulle proprie risorse personali e della propria famiglia? Nessuno se lo può permettere, da Spezzaferri a De Laurentis per intenderci, a meno che uno non voglia mettersi in brutte acque!
Il massimo risultato sportivo con le risorse a propria disposizione è l'obiettivo di chi governa qualsiasi club. Raggiungere la cosidetta "sostenibilità economica".
Con incassi irrisori anche quando si militava in serie C (in casa si giocava in trasferta!), senza un main sponsor da almeno 6 anni, con nessuna voglia da parte dell'imprenditoria locale di legarsi alla causa granata e con gli oneri anche per  adeguare lo stadio alle urgenti prescrizioni delle norme federali per poter partecipare alla LegaPro (lavori di manutenzioni straordinarie - a proposito della questione stadio - da fare in pochi giorni e che non potevano certo attendere i tempi amministrativi e dei relativi finanziamenti, laddove fossero stati disponibili) quale tipo di gestione sportiva doveva e si deve auspicare perché la gestione sia sostenibile se non quella che punta ad atleti giovani? 
Negli ultimi due mesi si sono più volte tirate le somme dei dieci e più anni della gestione attuale e si è fatto a gara per individuare i momenti di maggior prestigio raggiunti. Se il calcio è una contesa tra due leali insiemi di atleti non c'è dubbio che per ottenere un risultato che più si avvicina ai valori dello sport meno intervengono fattori esogeni (disponibilità finanziarie in primis) maggiore è la soddisfazione di un primato. Ritengo, pertanto, che il miglior risultato mai raggiunto dai granata non può che essere la finale di Salò valida per lo scudetto "primavera" di serie C. 
Anche le ultime due stagioni seppur diverse in termini di risultati sono state portate avanti con un gruppo di ragazzi scelto, o formato dalle giovanili, per un progetto credibile e non certamente formato da un accozzaglia di ragazzini buttati in mezzo al campo per mancanza d'altro.
Che il progetto fosse valido lo dimostra la forza del gruppo, la valorizzazione di alcuni ragazzi che militeranno già da quest'anno in categorie superiori e della considerazione che godevano i quadri tecnici dell'Aversa Normanna (insistenti voci parlano di un forte interessamento del Napoli per affidare a Muro Chianese la Under 17 azzurra).
Con l'impossibilità di finanziare altrimenti la società non c'è dubbio che il massimo ottenibile per la piazza aversana sia la serie D da intraprendere con una squadra giovane. La stessa storia dei granata attesta questo stato come un obiettivo di non poco conto considerata la quasi esclusiva presenza in più di mezzo secolo nelle categorie regionali.
La città doveva tenersi stretta questa categoria puntando esclusivamente sulla competenza della dirigenza di mantenere la sostenibilità del suo progetto sportivo, apprezzato anche dagli addetti ai lavori invece di rompere quell'equilibrio sportivo e finanziario così faticosamente raggiunto. La conseguenza è un ulteriore ridimensionamento del progetto sportivo. Tutto questo non mi ha assolutamente meravigliato. Osservando la città da lontano ci si rende conto delle tante occasioni che ancora si continuano a perdere. L'impressione è che nulla debba mai andare oltre la mediocrità. Il possibile successo di qualsiasi concittadino, in qualsiasi campo, è vissuto con fastidio. Un attentato ad un proprio stato apatico. Non vi è dubbio, per esempio, che in questi mesi ci sono state più aversani a "festeggiare" la possibile scomparsa dell'Aversa Normanna e a condividere le solite "fake news" di quanti c'è ne fossero a festeggiare il 4 maggio 2008 la promozione in serie C.



   

Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Così anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si è evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciò ti invitiamo a riflettere sulla possibilità o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarà difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
Buona Navigazione.