Il diario del Normanno
I numeri dicono che non bisogna mollare, nemmeno quando la vittoria manca da cinque gare.

I numeri dicono che non bisogna mollare, nemmeno quando la vittoria manca da cinque gare.
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scritto da Domenico Russo

lunedì 10 marzo 2014

Chi commenta cose di calcio prima o poi, anzi spesso, avrà asserito che "finché la matematica concede la possibilità di raggiungere un obbiettivo sportivo non bisogna demordere". In effetti con ventuno punti ancora a disposizione nulla è perduto, è già successo che una squadra faccia un filotto nelle ultime gare. Proprio una Normanna quasi rassegnata ai playout, nella sua prima esperienza tra i pro, inanellò una serie di cinque vittorie fino all'ultima giornata. Ma bisogna anche guardare a quello che è il momento della squadra e cosa sta proponendo il torneo: due punti nelle ultime cinque gare sono un viatico che non promette nulla di buono, se poi consideriamo lo stato di forma delle squadre che affronteremo da domenica in poi c'è da essere pessimisti.
In una linea che può definire l'andamento dei prossimi eventi, fino alla fine del torneo, possiamo dire che agli estremi ci sono i ventuno punti da una parte e l'oblio dall'altra. Questi due estremi sono un pò il frutto di due stati fortemente emotivi, razionalmente quello che avverrà si collocherà in un altro punto posto nel mezzo del loro continuum.
Non voglio qui parlare delle capacità umane, tecniche o tattiche che la squadra aversana che la squadra potrà mettere in campo per  raggiungere un obiettivo. Il neotecnico normanno, forse giustamente, dice che il risultato delle prestazioni è soggetto a troppe variabili per poterlo prevedere con certezza, o quasi. Dire se la Normanna, poi, avrà  più motivazioni e forza d'animo dell'Arzanese o del Martina è un esercizio di quantificazione altrettanto difficile.
Quello che invece è definibile con una buona approssimazione è l'obiettivo. Qual'è la quota salvezza, o meglio, la quota promozione? 
La quota dei 52 punti è stata ritenuta quasi unanimamente il limite minimo per poter accedere tra le prime otto. L'asticella posta ad un altezza così elevata era giustificata dal fatto che questo, innaturale, campionato premia le prime otto e pertanto stimolava fino alla fine tutte le squadre a dare il massimo per raggiungere un risultato positivo. Di contro, ad un certo punto, si sarebbe dovuto assistere all'ammainamento delle velleità delle ultime che lasciavano punti sul campo alle più quotate contendenti. Invece, no. Le ultime tre domenica hanno vinto. E già nei turni precedenti avevano già iniziato un invidiabile trend.
Se a quanto detto aggiungiamo il conforto dei numeri possiamo senz'altro ritenere che la quota minima va abbassata. 
Nella nostra tabella pubblicata (clicca qui per vederla), infatti, abbiamo analizzato 26 campionati di C2 a 18 squadre. Solo tre volte la squadra che ha terminato la stagione all'ottavo posto ha superato i 50 punti e quando è successo aveva a sette gare dal termine, come oggi, superato i 40 punti. Solo due volte si è arrivati a 48-49 punti ed in entrambi i casi alla stessa giornata la squadra che li aveva raggiunti aveva già 41 o 44 punti. Oggi l'ottava, ovvero la Vigor Lamezia ha in classifica 36 punti. Se poi cosideriamo il calendario, non tanto per la sua difficoltà, ma per gli incroci che propone tra le squadre che vanno dal sesto all'ottavo posto, non è inverosimile ritenere che la fatidica quota possa girare intorno ai 46 punti, punto più punto meno.
Questo cosa vuol dire per i nostri colori?
Provenza ha detto al termine della gara che il pareggio di Poggibonsi è un punto per sperare. Aggiungerei che, per quanto esposto, il pareggio ha mantenuto intatte le possibilità di farcela. L'obiettivo non è irrangiungibile se la squadra crede in un riscatto che non è un miracolo. Il miracolo sarebbe fare ventuno punti, l'aspettativa ordinaria di una squadra che ha buone elementi, di categoria, è poterne fare 2/3 (due terzi) di quelli ancora disponibili ovvero i 14 che ci separano dal limite fissato ... sperando di non aver sbagliato i conti!   



   

Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Così anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si è evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciò ti invitiamo a riflettere sulla possibilità o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarà difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
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