Il diario del Normanno
Ecco perchè esiste l'impunità calcistica.

Ecco perchè esiste l'impunità calcistica.
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scritto da Domenico Russo

martedì 12 febbraio 2013
Qualche anno fa un giornalista del Corriere della Sera, Claudio Magris, pubblicò un articolo sull'impunità che regna nel mondo del calcio. Egli si chiedeva, in sostanza, del perchè un gruppo di persone che appartiene all'universo calcistico può permettersi di usare violenza, reiterandola, senza grosse conseguenze e del perché altre organizzazioni che a loro pari usano o hanno usato violenza (es.: terroristi) sono perseguiti, giustamente dalla legge.
"Perché i seguaci - scrive - di nessuna setta religiosa, a differenza dei beoti adoratori di una squadra di calcio, non sfasciano, nell'entusiasmo per il loro dio, bar e negozi, rovinando economicamente i loro proprietari e le loro famiglie? E perché, invece, i cosiddetti tifosi, ultrà o come si vogliono chiamare i violenti che escono da uno stadio lo fanno periodicamente?" La risposta a questo dilemma è semplice: nel caso dei terroristi o della setta religiosa la società civile sente come ripugnante certi comportamenti e pretende sanzioni forti che siano commisurate ad atti delinquenziali, mentre per quanto avviene in uno stadio, tutto lo stadio (compreso gli spogliatoi), il cittadino comune deve far conto con il proprio senso di appartenenza. Se proprio non approva è disposto a giustificare adducendo motivi diversi che vanno dalle colpe dell'arbitro a quelle della polizia, dal comportamento dell'avversario a quello dell'opposta tifoseria.
Ma vi è di più. Non è solo il cittadino/tifoso comune a pensare che ciò che accade in uno stadio siano fatti che avvengono in un area franca, ma sono soprattutto le altre componenti del sistema calcio a sostenerlo, giustificando quanto accade arrivando perfino ad essere consenzienti. Da far impallidire le corporazioni fasciste.
L'indecorosa sceneggiata messa in atto da Montervino ad Aversa ne è la prova lampante.
Non c'è stato un solo tifoso salernitano che quel giorno allo stadio abbia giudicata inutile e pericolosa la pantomima del proprio capitano, anzi si è colto l'occasione per sfasciare lo stadio e avventarsi verso l'opposta tifoseria!
Non c'è stato una solo giornalista che abbia condannato sulla testata per cui scrive quanto accaduto. Eppure erano tutti seduti nella tribuna dove si è svolto il fatto! Per non parlare dell'indegna campagna di stampa a favore del calciatore.
La società di appartenenza non ha preso nessun provvedimento verso il proprio tesserato anzi ha trovato giusto il tempo per accusare la società aversana di disorganizzazione.
Ma il capolavoro è arrivato dall'Associazione Italiana Calciatori. L'ex calciatore e presidente, Damiano Tommasi, che già nell'imminenza dei fatti dichiarò che l'esultanza era avvenuta verso una tribuna dove insistevano una buona parte di tifosi salernitani (sic!) ha partorito un idea che conferma quanto sopra detto a proposito del consenso che godono certi comportamenti nella società e presso le istituzioni calcistiche. Ha dato l'incarico di testimonial nella campagna a favore dei derby a porte aperte al nostro eroe. Lo scrivo senza ironia e con tutta la consapevolezza che questo termine vuol dire. A questo punto non c'è altro dubbio: quello di Montervino ad Aversa è stato un gesto di eroismo al quale d'ora in poi saranno chiamati tutti i calciatori. E quando lo faranno dovranno ringraziare il duo Tommasi/Montervino. E quando ci scapperà il morto, nessuno del mondo pallonaro dovrà, per coerenza, piangere ma onorare solo i propri eroi.


   

Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Così anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si è evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciò ti invitiamo a riflettere sulla possibilità o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarà difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
Buona Navigazione.