Il diario del Normanno
Non Decipit Somnus

Non Decipit Somnus
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scritto da Domenico Russo

lunedì 28 gennaio 2013
Non sarà sfuggito a nessuno che a scendere in campo, negli ultimi due mesi, sono stati undici calciatori e non una squadra. Qualcuno di questi è più bravo di altri, qualcuno è più motivato dei suoi compagni. Nessuno di loro, però, si sente parte di un insieme. Gli obiettivi dei singoli prevalgono sull’interesse generale e noi abbiamo un disperato bisogno di una squadra. Una squadra forse non completa, ma complessa: fatta da più di undici persone. Molte di più.
Quando la nave inizia ad imbarcare acqua è difficile restare calmi ed evitare il panico, soprattutto se con il passare del tempo lo scafo s’approssima a sprofondare negli abissi marini. In queste situazioni, mettere al sicuro la propria pelle diventa una priorità assoluta.
Il prevedibile naufragio mette tutti in un comprensibile stato di attesa dei soccorsi. In altri termini s’aspetta che qualcuno arrivi e ci tolga fuori dai guai. C’è qualcosa che in questo momento accomuna la componente tecnica della squadra e gli sportivi aversani: l’ attesa.
I calciatori “indesiderati” che non ancora hanno trovato nuovi ingaggi attendono speranzosi sul ponte l’eventuale approssimarsi di un'altra imbarcazione che li tiri fuori, quelli che restano attendono che i nuovi arrivati li soccorrono mettendo in campo doti tecniche e forza fisica strabilianti. In entrambi i casi le attese possono rimanere deluse. I tifosi (compresa la stragrande maggioranza di quelli che non partecipano attivamente) passa il tempo attendendo novità dal mercato di “riparazione”. Quando l’attesa si concretizza nell’acquisto di una nuova pedina ci si rincuora nella nuova attesa di assistere finalmente ad una domenica diversa dalle altre. Anche in questo caso le attese sono deluse. Sarà che la maledizione che ci è piovuta addosso si chiami “attesa”?
Sarà che sia venuto il tempo di alzare il culo da una posizione di autocommiserazione e darsi da fare? Tutti!
Volenti o nolenti fra qualche giorno il calciomercato chiuderà, navi all’orizzonte non se ne vedranno più. L’unico modo per salvarsi sarà quello di riparare la falla lavorando tutti insieme.
Dovrà essere la città a farsi carico, come mai nella sua storia recente, della svolta. Bisogna spingere questi ragazzi a dare il massimo, ad avere fiducia nei propri mezzi e di quelli dei propri compagni, a combattere per un obiettivo comune. Mettiamo da parte l’inutile gioco della ricerca del colpevole. La ricerca di un capro espiatorio è un esercizio molto facile ma che non risolve nulla.
Ieri ha sbagliato Romaniello, l’altro ieri Gragnaniello, l’altro ancora Pasquariello (i nomi sono stati scelti per la rima)!
Quando si vincono partite e campionati si corre allo stadio e si sale sul carro del vincitore, allo stesso modo quando si perde si perde tutti insieme e bisogna correre allo stadio per incitare la squadra a fare di più. Chi può passare ad incitarli durante gli allenamenti lo faccia!
Bisogna che questi ragazzi capiscano che c’è gente che crede ancora in loro. Prima non erano dei campioni oggi non sono dei brocchi. Devono voltare pagina e farlo in fretta ma senza il nostro aiuto sarà impossibile. Bisogna appigliarsi a tutto quello che può essere positivo nel mare della negatività; anche un gol al novantesimo quando si perde 3 a 0 può e deve essere un secchio d’acqua svuotato dalla stiva. Altri secchi arriveranno ad asciugarci e se non verranno pazienza, saremo gli ultimi ad abbandonare il vascello. Averse-la-Normande non può annegare dormendo.


   

Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Così anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si è evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciò ti invitiamo a riflettere sulla possibilità o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarà difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
Buona Navigazione.