E se il domani fosse migliore?

E se il domani fosse migliore?
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scritto da Domenico Russo

giovedì 15 marzo 2012
Il presidente della LegaPro ha in questi giorni di nuovo avuto l'occasione per ribadire il suo pensiero circa la riforma dei campionati. Sicuramente nella stagione 2013-14 si procederà alla formazione di una terza serie composta da soli tre gironi di prima divisione. La conferme del massimo dirigente federale, sia del blocco dei ripescaggi che della situazione finanziaria non proprio rosea di molti club, indicano che la riforma potrebbe addirittura partire dalla prossima stagione.
Nessuno penserà che i mali del calcio minore possano essere risolti cancellando la seconda divisione dal panorama calcistico. Oggi non è più una questione legata alla superficiale gestione di alcuni dirigenti che pur di vincere sperperano in un annata quanto servirebbe alla gestione finanziarie di tre stagioni; il problema è che le risorse non consentono il normale sostentamento dei club per una sola annata. Il massimo del virtuosismo contabile è avere nella migliore delle ipotesi un pareggio di bilancio oppure qualche perdita "accettata" dal dirigenza vuoi per passione vuoi per la "speranza" che le cose prendano un verso giusto.
Qual'è il verso giusto?
Sarà la primavera ma da un paio di settimane si sentono nell'aria, timidamente, parole come "il campionato dei campanili", "visibilità mediatica", "codice etico".
Le parole sono quelle giuste ma poi bisogna lavorare per concretizzare. Le definizioni sono belle e fanno effetto su chi sente o chi legge ma se poi a queste non c'é il riscontro dei fatti non si possono riutilizzare le stesse parole, senza vergogna, alla prossima intervista come se fossero dei jolly che consentono di posticipare una partita.
Il campanilismo è stato sempre visto come una malattia che porta inevitabilmente alla "violenza". La violenza ne è solo la deriva negativa, un effetto da combattere con tutte le forze possibili, un incivile retaggio antico di uno sport che ha erroneamente creduto che fosse rivolto esclusivamente a chi crede che l'avversario sia un nemico da eliminare o da umiliare piuttosto che il vero, necessario, compartecipante ad un evento sportivo senza del quale non avrebbe svolgimento. Il "campionato dei campanili" deve essere rivolto principalmente ad un nuova tipologia di pubblico, potenzialmente numerosissimo ma che va invogliato creando le condizioni di sicurezza necessarie emarginando, o meglio escludendo, chi crede che lo stadio sia una zona franca dove poter sfogare i propri bassi istinti. I vertici federali, la politica, le società e perchè no, i tifosi sono pronte con i fatti a creare un siffatto "campionato dei campanili"?

Non credo che quando si parli di "visibilità mediatica" si pensi che la ricetta giusta sia qualche trafiletto su di una testata giornalistica sportiva pubblicato il lunedì con il commento dei vertici federali sulla giornata appena trascorsa oppure qualche trasmissione televisiva che mostri le reti della terza serie verso mezzanotte. Visto lo spezzatino della serie A, la domenica pomeriggio si potrebbe tentare di inserire il commento dei bravissimi giornalisti RAI su tre-quattro gare di serie C in "quelli che il Calcio...", magari facendo vedere le reti, il colorato pubblico presente e sottolineando le bellezze e le risorse di quei "campanili".".
I contributi federali per i giovani sono stati una mano santa per le casse delle società ma perchè non concedere uguali contributi per i calciatori di qualsiasi età che hanno natali nelle città dove gioca il club o nel suo hinterland? Il pubblico di una cittadina non si sentirebbe più partecipe e spinto alla presenza sugli spalti se per esempio tra gli undici ci fossero 3-4 concittadini? Forse il recupero di un sano campanilismo potrebbe passare anche da azioni come questa oppure con delle altre simili un pò più sensate forse.

Molto probabilmehte dall'anno prossimo i calciatori dovranno firmare, così come le società di appartenenza, un codice etico contro le frodi nelle scommesse sportive. Per carità ricordare di fare la propria professione onestamente è cosa meritevole, rimane il dubbio circa l'efficacia di iniziativa simile quando certi comportamenti sono all'ordine del giorno.

Fatto sta che la situazione così com'é non porta da nessuna parte o meglio produce un ridimensionamento della Lega all'interno del panorama calcistico nazionale. Proprio questo potrebbe spingere a far si che bisogna invertire la rotta attuando fattivamente il cambiamento. In tale prospettiva la "resistenza" dei presidenti contro le avversità presenti potrebbe essere ricompensata dalle opportunità che un futuro nemmeno tanto remoto potrebbe offrire.
Per la Normanna nel breve periodo si potrebbero aprire le porte della partecipazione ad un campionato di I divisione che rapprenterebbe un traguardo sportivo mai raggiunto e per la città di Aversa un occasione irripetibile per poter promuovere se stessa al di la dei classici stereotipi.
Non mi aspetto che la politica locale così attenta alla conta elettorale possa cogliere una opportunità così importante per la città. Del resto se il Cavaliere Francesco Florimo nel 1869 scriveva che non si capacitava del fatto che la città natale di Domenico Cimarosa lasciava all'incuria la casa del suo più famoso figlio e a distanza di un secolo e mezzo non sia ancora riuscita nell'intento non ci si può aspettare con certezza che i prossimi amministratori locali sappiano cogliere nel breve periodo l'opportunità di avere una squadra di calcio in un nuovo campionato di calcio.
V'é però la speranza che il presidente Spezzaferri e l'amministratore Cecere possano trovare rinnovato entusiasmo e serenità per poter loro si guardare in modo lungimirante oltre gli ostacoli del presente nella consapevolezza di essere stati tra i pochi che hanno onorato il nome della propria città.

domenico russo


   

Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Così anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si è evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciò ti invitiamo a riflettere sulla possibilità o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarà difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
Buona Navigazione.