Un passo alla volta. L'esempio della Vigor Lamezia.

Un passo alla volta. L'esempio della Vigor Lamezia.
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scritto da Domenico Russo

giovedì 26 gennaio 2012
All'incirca di questi tempi, nel campionato scorso, la Vigor Lamezia imbottita di giovani da far fare le ossa e con la compagnia di alcuni vecchi senatori arrivò alla sfida conm l'Aversa Normanna con la prospettiva dei playoff.
Su queste pagine, il 9 febbraio dell'anno scorso, pubblicai un articolo dal titolo "Vigor Lamezia al bivio, domenica punti pesanti per i playoff o si programma per il prossimo campionato" nel quale sottolineavo come per l'ambiente calabrese una sconfitta ad Aversa non sarebbe stato un dramma sportivo.
La conseguenza più immediata sarebbe stata quella di continuare a puntare a far crescere giovani da poter poi impiegare nel campionato successivo. Così fu.
La squadra aversana s'impose sul proprio campo e da quel momento la Vigor fece esattamente quello che il presidente Mascaro aveva dichiarato: mettere nelle gambe di giovani leve di bella speranza più minuti possibili di esperienza calcistica in una serie professionistica.
Il risultato di quella decisione, oggi, è evidente a tutti: i biancoverdi navigano in piena zona playoff ed insidiano addirittura il secondo posto.
La vittoria di un campionato molto raramente può essere frutto di fortuna, qualche volta succede che si vinca perchè si è speso tanto e bene, ma il più delle volte è una seria programmazione a far raggiungere i traguardi auspicati.
Anche una programmazione tesa a rendere stabile la presenza di una squadra all'interno di una serie ambita, che da visibilità a dirigenza e a tifosi nonchè lustro al nome della propria città è degna di essere salutata positivamente, se poi aggiungiamo che molto probabilmente la permanenza in Legapro equivarrà ad una promozione sul campo allora non si potrà non essere felici dell'operato di una società che punta sui giovani.
Le strategie messe in campo dai dirigenti della Legapro negli ultimi anni accompagnate dalla riforma del campionato che porterà alla scomparsa della Seconda divisione forse eviteranno le emorragie di squadre fallite a cui gli ultimi anni abbiamo assistito ma va urgentemente definita una nuova identità della terza serie che deve sicuramente fondarsi sull'impiego di atleti giovani ma al contempo recuperare l'aspetto che più di tutti ha tradizionalmente portato i tifosi allo stadio: il campanilismo. Le società di calcio di serie C non sembrano essere espressione sportiva di un ambito territoriale piuttosto poggiano la propria esistenza sulla "resistenza" che hanno i presidenti nei confronti delle stringenti, sacrosanti, regole di bilancio. Bisogna ridare alle città l'onore dello "scontro sportivo" e il diritto dell' "incontro" tra le genti. Una ricetta tanto semplice quanto di difficile attuazione ma a mio avviso l'unica che veramente può risollevare il movimento.

Domenico Russo


   

Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Così anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si è evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciò ti invitiamo a riflettere sulla possibilità o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarà difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
Buona Navigazione.