Gli spettatori si stanno perdendo.

Gli spettatori si stanno perdendo.
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scritto da Domenico Russo

lunedì 7 novembre 2011
Il calo degli spettatori in LegaPro è una tendenza che, stando così le cose, è irreversibile. Se poi si tiene conto solo della II divisione allora tutto assume un aspetto allarmante.
Pochi giorni fa c’è stato un incontro tra la società ed i tifosi del Sorrento proprio per analizzare i motivi che stanno allontanando i supporter rossoneri dal Campo Italia. Non è un motivo legato alle posizioni di classifica, il Sorrento è in corsa per la B. Non è un motivo legato allo spessore tecnico della compagine, la formazione costiera è stata costruita per il salto di categoria.
Le possibili motivazioni hanno spaziato, come sempre in questi casi, dalla questione legata al prezzo del biglietto ai pochi manifesti affissi nelle pubbliche vie per poi focalizzarsi sulla mancata promozione del marchio “Sorrento”.. (!!!)
La situazione esaminata è analoga a quella di tutte le altre piazze che militano in questa categoria e nemmeno le categorie superiori ne sono immuni. Aversa non è da meno, anzi qui le vicissitudini degli ultimi due anni hanno peggiorato la situazione.
Verrebbe da dire “mal comune mezzo gaudio” ma nel nostro caso il totale coinvolgimento di tutte le società della Lega Pro suggerisce a gran voce che il problema è legato all’appeal del calcio italiano e più ancora di quello di Lega Pro.
La “League One” e la “League Two” inglesi, categorie che corrispondono alla nostra “Terza serie”, hanno un seguito che è imparagonabile al nostro. A fronte di una media italiana che non raggiunge le due migliaia in I divisione ed è sicuramente sotto al migliaio in II divisione, si assiste ad incontri dove partecipano mediamente cinquemila spettatori. Poco c’entra la capacità di ogni società di puntare alla vetta (anche l’ultima in classifica realizza quelle cifre), poca c’entra la cifra tecnica degli attori in campo. E’ invece la chiara collocazione all’interno del panorama calcistico inglese e l’aver saputo dare risonanza mediatica ai campionati a spingere gli sportivi ad affollare gli stadi. Aggiungiamoci anche l’identificazione del tifoso rispetto ad una entità, la squadra, che non ha mai smesso di esistere da un secolo è più (ovvero senza fallimenti) e la capacità di sfruttare il sano “campanilismo” (invece di vietare le trasferte!) che permette di decontestualizzare gli incontri dalle classifiche ed otteniamo un prodotto vincente.
Per carità la scelta di far diventare la Lega Pro il luogo calcistico dove far maturare i giovani calciatori è pienamente condivisibile ma si ha l’impressione che sia più che altro un rimedio a calmierare il monte ingaggi di un calcio sull’orlo del fallimento piuttosto che una filosofia che vuole dare nuovo impulso al calcio minore. Un terza serie con i fari puntati sopra come quella inglese sarebbe motivo di attrazione anche per quei giovani calciatori che sono più che una promessa delle squadre di serie A. Invece si assiste ad un campionato mediocre dove buona parte dei ragazzi impiegati non avrà mai la possibilità di tornare nelle fila della casa madre ma come, faticoso, traguardo massimo potrà conquistare la permanenza nella categoria anche quando non sarà più in età di Lega.
Nella formazione della Nazionale che vinse nemmeno molti anni fa il campionato del mondo c’erano ben undici calciatori che avevano iniziato la loro carriera in serie C, quanti scommetterebbero che lo stesso possa succedere per i giovani che attualmente militano in Lega Pro?

(Domenico Russo)


   

Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Così anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si è evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciò ti invitiamo a riflettere sulla possibilità o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarà difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
Buona Navigazione.