Luca Orlando? Preferisco Opti Pobą!

Luca Orlando? Preferisco Opti Pobą!
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scritto da Domenico Russo

domenica 27 luglio 2014

Basta leggere i giornali di questa mattina per rendersi conto che la crisi italiana non è solo economica ma coinvolge ogni aspetto del nostro vivere comune. E' anche per questo che mentre altri paesi europei (Gran Bretagna in primis) hanno ripreso a correre il nostro continua mestamente nel suo lento e preoccupante declino.
Il calcio non fa difetto. Anzi è l'emblema dell'incapacità manageriale della nostra classe dirigente. Negli anni '80 e '90 la capacità attrattiva delle nostre squadre era di gran lunga superiore rispetto a tutti club più blasonati del mondo. Non sto parlando del fatto che i migliori calciatori preferivano il nostro campionato ma del fatto che in ogni angolo del pianeta ci fossero utenti-sportivi che desideravano vedere gare della serie A o indossare una t-shirt di una delle sue squadre.
Qualsiasi paese e qualsiasi federazione di calcio in condizioni simili avrebbe, con ogni mezzo, protetta questa supremazia (contrastando le mira di altri paesi europei) aiutando tutto il sistema (anche non strettamente calcistico) a produrre redditi.
Purtroppo però il vizio italico è quello di monetizzare le opportunità presenti senza avere il minimo sguardo sul futuro, eppur li chiamano imprenditori! Così l'unico affare è stato quello di gonfiare bilanci e/o far sparire gloriose società sportive. E' curioso che in Italia, dove abbondano società (prezzolate?) di studi statistici ed economici, che a nessuno sia mai venuto in mente di quantificare il valore internazionale del marchio delle nostre squadre prima e dopo i relativi fallimenti o scandali.
Insomma algi inglesi, agli spagnoli e soprattutto ai tedeschi non deve essere parso vero che la penisola fosse abitata da "polli". Perfino un campionato anonimo come quello francese è riuscito a crearsi uno spazio internazionale.
Qualchè settimana fa la squadra campione d'Italia, la più amata dagli italiani, quella che ha una rosa che sulla carta potrebbe competere a livello europeo ha subito l'umiliazione di sottoscrivere un contratto con un noto marchio di abbigliamento sportivo per una cifra vicino ai trenta milioni di euro. La stessa multinazionale, per lo stesso periodo ha concluso identico contratto con il Manchester United per una cifra tripla! E non c'entra nulla la squadra, il tecnico, le prestazioni sportive. Il Manchester da tre anni non vince nulla! E' l'appeal che ha il calcio inglese e il marchio Manchester Utd a determinare la disparità nella sponsorizzazzione. E' dovuto venire Tohir dall'Indonesia per  risanare i conti dell'Inter senza sborsare più del necessario, bastava riposizionare il marchio ed entrare nei mercati asiatici.
In un paese normale, arrivati a raschiare il fondo, ci si aspetta che con una sferzata di orgoglio ci si rimbocchi le maniche e soprattutto si cambi registro e dirigenti. Ed invece il candidato più serio a ricoprire il ruolo di presidente della FIGC, con un guizzo geniale, mette sul piatto una questione fondamentale tanto importante ed attuale che perfino ai tempi di Furino e Bruscolotti avrebbe dovuto avere come conseguenza l'allontanamento forzato da ogni carica federale.
Il sig. Carlo Tavecchio ha detto: ""noi in Italia diciamo che Optì Pobà è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così... In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree".
Il suo curriculum e il suo pedigree, il presidente in pectore, lo ha presentato? Forse non è più importante quello di un pretendente alla carica di presidente della FIGC che non quello di Opti Pobà?
Non è stata una gaffe. Il suo è un punto programmatico di contenuto razzista e basterebbe questo in un altro paese per far crollare la candidatura. Ma non è solo questo il problema, le sue dichiarazioni sono anacronistiche. Il suo pensiero è esattamente il contrario di quello che lo sport italiano ha bisogno. Il calcio nostrano continuerà ad essere in mani di soggetti che penseranno ad investire per ottenere benefici immediati e personali facendo morire per sempre la possibilità di rendere il settore uno di quelli di cui essere orgogliosi ed anche trainanti per l'economia. Ma questa è la storia di tutte le risorse che abbiamo, soprattutto nel meridione.
Le prese di posizioni governative che non hanno prodotto provvedimenti sono solo un altra dimostrazione del momento in cui ci troviamo. Non sorprende, in senso positivo, lo sbigottimento di Damiano Tommasi (presidente associazione calciatori) che ha definito "sconcertante" le dichiarazioni di Tavecchio. Non sorprende perché il candidato di Tommasi è Albertini e non sarei rimasto sorpreso del suo silenzio se a fare certe dichiarazioni fosse stato Montervino invece che Tavecchio.
Da gennaio scorso fino al giorno della semifinale playout mi hanno continuamente infastidito articoli e voci circa l'interessamento di alcune società verso l'attaccante aversano Luca Orlando. Il fastidio non era certo per il fatto che altre squadre lo volessero. L'interessamento è normale che sia così sia perchè l'attaccante aveva fatto qualche gol sia perchè la Normanna galleggiava tra l'ottavo ed il nono posto e quindi la più prossima avversaria da destabilizzare. Quello che mi seccava era che il buon Orlando non fosse mai uscito con una dichiarazione definitiva che chiudesse ogni illazione sul suo prossimo futuro. Tale seccatura è montata ancor di più quando in vista del Tuttocuoio dirigenti di un altra società dichiaravano il proprio innamoramento verso Orlando e verso Ripa (guarda caso un altro impegnato nel post season) certificando se ce ne fosse ancora bisogno l'ineleganza della loro dirigenza. Anche in quel caso dal nostro centravanti solo silenzio.
Ieri ad un noto portale Orlando ha dichiarato tra l'altro "Sì, in gennaio Grassadonia mi voleva fortemente, ma l’Aversa Normanna non mi ha messo proprio nelle condizioni di accettare..." e "Il problema è stato che parecchie squadre nel nostro girone in gennaio si erano rinforzate molto [...] Forse anche qualche scelta di mercato non è stata giusta."
E' evidente che per Orlando la scelta giusto che doveva fare la società era "metterlo nelle condizioni di andare a Messina" ma la società aversana notoriamente fatta da aguzzini, non sulla base di un contratto biennale firmato ma segregandolo con la forza e senza stipendio "proprio" non lo ha messo nelle condizioni di accettare! Poverino, dispiace. Io farei causa a Spezzaferri! Se siamo, anzi se è retrocesso, qualche errore lo ha fatto certo anche la società. Uno di sicuro: contrattualizzare Luca Orlando, molto meglio Opti Pobà.  

 

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Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Cosģ anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si č evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciņ ti invitiamo a riflettere sulla possibilitą o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarą difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
Buona Navigazione.