Un Natale che continua tutto l'anno...

Un Natale che continua tutto l'anno...
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scritto da Domenico Russo

mercoledì 5 dicembre 2012
Fin da bambino ho avuto due squadre del cuore: una, bianconera, che diventó la mia squadra perché a difendere la sua porta c'era un certo Dino Zoff, l'altra fu amore a prima vista, anche perché era la prima volta che vedevo una gara vera con arbitro, magliette omogenee e un campo regolare. Era lo spareggio per la Promozione tra il Cellole e quella che da quel momento fu la mia Sporting Aversa, ovvero comunemente chiamata "Aversana" insomma l'attuale Normanna.
L''illusione che mai il famoso "stile Juve" sarebbe tramontato é passata dopo i fatti giudiziari del 2006. Quei deprecabili comportamenti erano, nel sistema calcio, ovviamente generalizzati e forse lo sono ancora. Non erano gli unici a comportarsi nel modo che sappiamo ma dovevano rimanere unici, perdenti ma onesti.
L'altra questione di sentimenti legati ad un pallone, seppur mai sopita, riprese vigore quando arrivó il presidente Spezzaferri con il dott. Cecere alla guida della societá aversana, appena promossa in Eccellenza. Tornato per le ferie natalizie, mi recai a Casal di Principe per assistere ad un match di recupero, forse con la Sibilla Bacoli. Li capii che ancora una volta avrei potuto continuare, forse per qualche anno poi chissá, a seguire le gesta della mia squadra. Almeno a livello regionale, mi dissi, si sarebbe fatta valere.
Ho sognato ma non avevo mai pensato seriamente, fin a quel momento, che si potesse ambire a qualcosa di più che qualche comparsata magari in interregionale frutto di estemporanee dirigenze motivate da proprie "contingenti " esigenze.
Eppure é successo il miracolo normanno: una dirigenza che ci porta nel professionismo e che guarda al futuro programmando obiettivi realistici. Il realismo nel calcio é sinonimo di continuitá nel tempo.
Oggi come ieri non mi sento di chiedere nulla a Spezzaferri & Co. ma ho sempre la stessa sensazione da quando alzammo la Coppa Italia a Rodengo Saiano: il realizzarsi dell'inimmaginabile.
Del resto nessuno gioca solo per essere presente, l'obiettivo é vincere, é un gioco. Non siamo peró ad un tavolo verde, il bluff non è ammesso nel calcio. Pena l'oblio. Allora avanti con le possibilitá che si hanno, avanti con i giovani, avanti con le idee di un calcio pulito e nuovo.
Un giorno, forse fra due anni quando ci sará un'unica serie C o se arrivasse qualcosa in più mi piacerebbe sedere in una tribuna di uno stadio del Nord Italia, dove vivo, e sbandierare la mia fede calcistica gioiendo per la rete dei granata e girandomi verso chi mi siede accanto ricevere i complimenti per l'ottima prestazione della mia squadra. Perchè mai dopo che si realizza un sogno dovrei nascondere la mia fede calcistica? Perché mai non dovrei incitare, come mai prima, i normanni nella battaglia sportiva? Perché mai non dovrei esultare ad un gol? Non trovo nessuna ragione per non farlo, non trovo nessuna ragione perché questo non sia concesso ai tifosi delle squadre avversarie, Pontedera compreso. Non é un atto di civiltá. Parlare di civiltá quando la penisola sconfina quotidianamente nelle barbarie é risibile. Mettiamola così: é la comprensione di un altro che soffre della stessa malattia. Un virus diverso per colori ma che produce per tutti gli stessi effetti. Non regge la questione del cosiddetto "rispetto" per la sofferenza per chi ti sta accanto. Il rispetto é cosa diversa e lo si dimostra alla fine verso i vinti ed i vincitori, nel caso specifico si chiama invece ipocrisia. Certi episodi non vanno giustificati perché allo stadio si sa che é cosi. Francamente non se ne puó più. Bisogna aprire gli stadi a gente diversa. Non si puó continuare a pensare che gli stadi siano territorio dove ha domicilio chi si bea di possedere una siffatta mentalitá. Le parole di Sandro Mazzola dopo il vergognoso striscione esposto domebica scorsa in occasione del derby torinese sono emblematiche: "é il segno che siamo un paese caduto molto in basso. Sotto tutti gli aspetti. Quelli che hanno esposto lo striscione sono indegni di dirsi tifosi di alcuna squadra e non dovrebbero entrare in alcuno stadio, ma solo guardare l'abisso che hanno dentro."
Nell'avvicinarsi dell'evento natalizio non mi viene da chiedere, come detto, nulla al "babbo natale" vestito di granata tanto si sa che qualcosa tirerá fuori dal sacco dei doni. Nessuna possibilitá di farlo ma mi piacerebbe invece esortate la LegaPro e gli organi federali si a continuare sulla strada intrapresa ma di recedere dal continuare a pretendere impianti sportivi con caratteristiche che escludono di fatti i piccoli e medi centri. Così facendo per quanto si cerca di salvarlo mettendo in campi nuove idee e risorse economiche si continua a uccidere questo sport. Se si vuole che sopravviva va ridesignata anche l'immagine che tutto ruoti intorno al dio denaro e consentire a chiunque possiede un campo di prato verde di dimensioni regolamentari di poter ambire a qualsiasi sfida sportiva. Se Chievo, quartiere della cittá scaligera, con le sue poche anime fosse stato solo un piccolo comune della provincia veronese avrebbe avuto la possibilitá di battersi in serie A? Con quale stadio?
Tutti devono avere, teoricamente, la possibilitá di sognare e realizzare di raggiungere qualsiasi risultato sportivo.
Invito i tifosi aversani che soffrono per la posizione in classifica a credere in questa squadra e di continuare ad incitarla. Così come non si dovrebbero misurare i nostri cuori solo quando é Natale ma di valutare quanto si da in un anno intero così misuriamo le capacitá di chi ci guida non per un solo campionato vinto ma per quello che ci ha dato e ci potrá dare con ragionevolezza in futuro.

Buon Natale

Domenico Russo.


   

Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Così anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si è evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciò ti invitiamo a riflettere sulla possibilità o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarà difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
Buona Navigazione.