E' Pasqua, Egli è qui.

E' Pasqua, Egli è qui.
la notizia è stata letta 665 volte.
scritto da Redazione

domenica 12 aprile 2020

E' Pasqua. Non so dirlo meglio di Charles Peguy. "Egli è qui... In eterno è qui tra di noi proprio come il primo giorno... i suoi occhi, i suoi medesimi occhi, tremano per le medesime lacrime... il suo cuore, il suo medesimo cuore, sanguina del medesimo amore." E' qui il sorriso del Padre, la Sua compiacenza e il modello per cui ci ha pensato.

Della Sua presenza possiamo sentirci forti in questi giorni, in cui la testa e il cuore della nostra comunità sono assediati da mille fantasmi di morte e di giorni non lieti, senza incontri di innamorati e senza giochi di bimbi, e con lo sguardo fisso sull'indispensabile, mentre l'uomo è abituato alla grazia dei gigli dei campi, che da sempre è grazia senza risparmio. La nostra speranza è agganciata al fatto che Cristo ha amato l'umano e lo ha fatto con coerenza visibile fino alla fine della Sua vita terrena.

Sono state le donne le prime testimoni della Pasqua. Le donne hanno meritato questo onore, del resto Lui le ha sempre avuto in grande considerazione. Per loro Gesù ha ignorato il disprezzo e l'asprezza della cultura del tempo, intrattenendosi pubblicamente anche con donne di dubbia moralità, come l'adultera e la samaritana. E le donne hanno saputo rispondere; al contrario dei discepoli non lo abbandonano durante la passione e la crocifissione. Nel suo insegnamento Egli ha posto le donne come protagoniste nelle parabole, come le dieci vergini invitate a nozze.

Ma nessuno è trascurato.

Gesù, ha rispettato e onorato i bambini, che, nell'antichità venivano spesso considerati, da un punto di vista religioso e giuridico, persone di seconda classe. Non li ha mai scacciati, ma li accoglie e impone loro le mani, benedicendoli. Anzi il bambino diventa il paradigma per entrare nel regno dei cieli e scaglia un anatema per chiunque sia per loro di scandalo.

Il maschio Gesù è davvero originale. Egli rompe ogni stereotipo di maschio non solo del Suo tempo, ma anche dei nostri giorni. Gesù non passa freddamente accanto a nessuna cosa, né dinanzi alla fame, né dinanzi alla malattia, o al bisogno o alla morte, o alla colpa o all'abiezione, né dinanzi ai molti e neppure dinanzi ai singoli. I vangeli sono pieni di espressioni in cui si dice che egli si struggeva, aveva compassione, che era mosso a pietà, o che turbato si lamentò di coloro che non volevano né sentirlo né seguirlo, e, infine, che pianse.

Cristo è l'uomo perfetto ed integra bene i modi di essere maschile e femminile. In tante pagine del vangelo insiste che bisogna essere pronti dinanzi alla responsabilità ed essere svegli, essere fedeli e saper far rendere i talenti. Anche della decisione ci dà lezioni inconfondibili, come quella di seguirLo, data al giovane ricco, o di scegliere se fondare la casa della propria esistenza sulla pietra, o di rischiare irresponsabilmente di costruirla sul precario fondamento sabbioso, o la risolutezza con cui affronta i mercanti del tempio e perfino nella decisione di smentire che non è ancora giunta la Sua ora, come fece a Cana.

Cristo conosce l'umano. Ha lavorato con mani e volontà d'uomo e ha amato con cuore d'uomo. Sa come batte il cuore quando il lago è in tempesta. Già l'ha fatto altre volte che si accosta e non parla e si fa riconoscere solo allo spezzare del pane.

Sono sereno. Sono stato con voi una settimana. Sono stato con voi con un gran desiderio di farvi compagnia. Desiderium desideravi. Anch'io. Questo è un momento di grande prova, innanzitutto per la nostra umanità. C'è un tempo per ogni cosa. Questo è il tempo per occuparci della nostra fragilità. La fragilità, come sottolinea Vittorino Andreoli, è la percezione del proprio limite. L'esperienza del limite impedisce i deliri di onnipotenza, di vivere per il potere, per accumulare. Impedisce di essere cattivi verso chi sbaglia. La fragilità quindi, non è un difetto, ma la espressione della condizione umana. La forza della fragilità tuttavia non è ingenua e sa che la paura e il dolore non sono elementi positivi: sono esperienze terribili, ma misteriosamente presenti e non eludibili. La fragilità per tutto questo genera saggezza. Lasciamoci con l' augurio di un rinnovato umanesimo. Un cordiale saluto. 

Raffaele Iavazzo



   

Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Così anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si è evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciò ti invitiamo a riflettere sulla possibilità o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarà difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
Buona Navigazione.