Giovedì santo

Giovedì santo
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scritto da Redazione

giovedì 9 aprile 2020

Il giovedi santo, fino all’anno scorso, e sembra un secolo fa, le città delle nostre zone, come notava Marotta, erano città bambine con l’abito della prima comunione e con le viole in mano, e con tanti germogli di grano, che, a quelli più avviati nelle cose di Dio, dicevano che se il chicco non muore non porta frutto.

Lungo la bella via Roma ad Aversa, dall’Arco dell’Annunziata fino al Campo Profughi, ci sono almeno cinque chiese, e ognuna non mancava di preparare l’altare per il Sepolcro. Non so se era per la nostra ingenuità di ragazzi, o forse era solo per ignoranza, ma gli altari sembravano in allegra concorrenza anche se in un contesto di grande devozione. Era un tripudio di luci, di colori e di profumi. Su tutti i profumi stravinceva quello delle fresie, che da allora mi porta sempre una vivida sensazione di sacro. L’altare della deposizione più tradizionalmente bello era quello dell’Istituto Sagliano, allora quasi fuori città.

E’intenso il rito memoriale, che si celebra oggi, è intenso e si situa ad una altezza concettuale che toglie il respiro, perche il Divino fa l’offerta di Sé.

Furono preparativi lenti e ordinati. E’ Luca a incaricarsi di darci più dettagli e a informarci che avvenne in una casa con una grande sala posta al piano superiore. I sentimenti sono come i balbuzienti, hanno bisogno di tempo; con la fretta fanno più fatica a esprimersi, i tempi dell’anima sono tempi lenti, nella fretta si esprime bene la rabbia, o le emozioni di rottura, ma qui c’è un’altra storia da consegnare.

Desiderium desideravi. Dodici uomini, dodici semplici pescatori vengono invitati ad una cena che da allora sarà per secoli la Cena del Signore, e diventerà il logo dell’amore pieno. Eppure non fu una sera tranquilla, non c’era proprio niente da festeggiare, fu nientemeno la sera in cui veniva tradito. Anche al più distratto arrivano i segni di un comportamento molto originale.

La sera inizia con una lavanda dei piedi, che nel costume ebreo è segno di buona accoglienza ed è un gesto che in genere compie il servo o il sottomesso ad una persona di rango più alto; invece è il Rabbi che dopo aver lavato i piedi a tutti, si mette a tavola.

Colui, che ama tanto che da allora non è possibile prevedere un livello più alto, sta per congedarsi e vuole lasciare una disposizione testamentaria. Quando tutto è perduto e rotta appare ogni alleanza, non solo con Giuda, ma con tutti gli altri e perfino con Pietro, prende l’iniziativa di stabilire un’Alleanza per sempre mentre la terra, come scrive Turoldo, già odora di sangue e di pane.

“ Fate questo in memoria di me”. Questo Che? Questo che hanno appena veduto. Un Maestro, che serve, che benedice, che rende grazie al cielo, che spezza il pane e lo distribuisce. Un Maestro, che così unisce la terra al cielo.

Questo non è un giorno adatto alle città bambine, questo è un giorno adatto all’Eterno. Non ci fa una domanda di perfezione, perché tutti abbiamo strapiene agende di torti fatti e subiti, ma ci fa una domanda di qualità di progetti di vita, che abbiano una ideale coerenza di intenti con questo giorno d’amore; specialmente in questo tempo difficile di pandemia, rinchiusi come siamo nelle nostre case, come ai tempi del faraone, in attesa dell’angelo della morte, con in cuore la segreta speranza che veda bene i nostri stipiti tracciati di sangue dell’agnello immolato per la Pasqua imminente.

Ma sappiamo che ci sono anche altri angeli che non agiscono solo di notte, non hanno ali e in questi giorni indossano tute e mascherine da sembrare un esercito di marziani. Sono uomini e donne fedeli alla loro vocazione professionale e sociale. Sono medici e infermieri, portantini e autisti, poliziotti e volontari, sacerdoti, impiegati, e addetti ai servizi essenziali della nostra vita. Non è un fatto nuovo, da sempre in medicina, frequentando i reparti di patologia si rischia di infettarsi e di morire. I sanitari, come segnala Van Der Meersch, ci pensano meno degli altri. E’ una cosa bella e singolare, a ben pensarvi, che si comportino così inconsciamente, così naturalmente, che non si sia mai visto un sanitario avere neppure l’ombra di un pensiero di superiorità di fronte ai suoi compagni. Speriamo che sia per tutti una grande scuola, tanto da poter dire con Davide Turoldo “ Così almeno un giorno piangiamo ma non di dolore “. 

Raffaele Iavazzo



   

Gentile utente,
Tavecchio, presidente della FIGC, ha recentemente dichiarato: "Così anche quest'anno partiremo chiudendo gli occhi..." ammettendo implicitamente che negli anni scorsi si è evitato di intervernire per in situazioni amministrativamente poco chiare. Il Tribunale Federale, ancora recentemente, con le sentenze a proposito del filone calcioscommesse aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro (certificata da intercettazioni) ha comminato sanzioni irrisorie di pochi punti da scontare nel prossimo campionato legittimando ed autorizzando di fatto il "calcioscommesse". Alla luce di tutto ciò ti invitiamo a riflettere sulla possibilità o meno di recarti in agenzie di scommesse per perdere soldi senza avere la certezza che il gioco si svolga in modo chiaro e trasparente.
Chiediamo ai grandi gruppi che operano su concessione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di intervenire finalmente anche a salvaguardia del loro business altrimenti non sarà difficile supporre che le situazioni illegali succedutesi negli anni hanno avvantaggiato anche mancati payout.
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