04/05/2010
L'indifferenza per il "made in Aversa"...
In tutta franchezza, dopo il successo casalingo maturato contro il Manfredonia, pur essendo pienamente consapevoli del fatto che la matematica imponesse l’acquisizione di almeno un altro punto in cambio del rilascio della certezza incontrovertibile di farci raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati, avevamo deciso di intraprendere la strada della spregiudicatezza evitando accuratamente di prendere anche solo in considerazione l’eventualità che i nostri ragazzi potessero non farcela; in altre parole, non volevamo in alcun modo sentirci assillati dalla necessità di dover fare ancora i conti con qualcosa o con qualcuno… Col senno di poi, invece, guardando la fisionomia assunta adesso dalla classifica e soffermando la nostra attenzione sulla posizione oramai inattaccabile della Normanna, ci tocca riconoscere senza la minima esitazione che la matematica, vista nella giusta luce, possiede non soltanto verità ma anche suprema bellezza, una bellezza fredda ed austera, come quella della scultura. Il risultato di parità conseguito a Vibo Valentia decreta formalmente la permanenza della squadra a noi tanto cara nella Seconda Divisione di Lega Pro con una giornata di anticipo rispetto ai tempi di conclusione ufficiali di un campionato che chiuderà i suoi battenti solo domenica prossima, quando calerà il sipario almeno per quanto concerne la cosiddetta “regular season”; in occasione dei novanta minuti finali lo stadio Augusto Bisceglia di Aversa si trasformerà eccezionalmente in una sorta di gigantesco atelier sulle cui passerelle si ritroveranno a sfilare, gioiosi e festanti, giocatori in completo granata (a braccetto con altri in tenuta gialloblù parimenti felici ed esultanti) che già ci piace prefigurare effigiati come indossatori di ‘modelli’ appartenenti all’ultima brillante collezione dello ‘stilista’ Giovanni Spezzaferri, autentico baluardo dell’aversanità e straordinario presidente di una società che da diversi anni rappresenta in un certo qual senso il contenuto più tipico e genuino del “made in Aversa”, un marchio sempre più in voga nel panorama calcistico nazionale (professionistico e non) ma purtroppo quasi del tutto sconosciuto o, peggio ancora, sprezzantemente snobbato, se andiamo a limitare l’ambito di estensione ai soli confini territoriali della contea normanna e del suo agro. L’abbiamo sottolineato un’infinità di volte e lo ribadiamo anche in questa sede senza tuttavia soffermarci più di tanto sulla spinosissima questione: a nostro avviso il peggior peccato che si possa commettere contro qualcuno, oppure contro qualcosa, non è l’odio bensì l’indifferenza! E’ proprio l’indifferenza il sentimento che più di qualunque altro opera potentemente sul corso degli eventi fino a sconvolgere i programmi e a rovesciare anche i piani meglio costruiti! Quella squallida indifferenza che ancora troppi aversani, sedicenti appassionati di calcio e di sport in generale, si ostinano ad ostentare quasi con masochistica fierezza e sempre più sorprendente stupidità nei confronti della squadra della loro città, manco discendessero da una stirpe di sangue reale e fossero impossibilitati pertanto a professare con orgoglio un credo di stampo popolano, espressione di un culto troppo plebeo per potersi mescolare alla nobiltà delle loro origini… A distanza di un anno esatto, grazie al ‘qualificante’ apporto fornito alla causa da gente di siffatta levatura morale (autorità politiche, esponenti della classe imprenditoriale, semplici cittadini) siamo nuovamente qui ad interrogarci sul futuro, raccogliendo le puntuali e legittime doglianze dell’ing. Spezzaferri e del dott. Cecere, persone animate da un forte desiderio di continuare a fare calcio e verosimilmente a grandi livelli, ma costrette al tempo stesso a scrutare l’ambiente circostante alla ricerca di eventuali soluzioni alternative; riteniamo sia del tutto superfluo precisare che avremmo tanto piacere se questa ricerca venisse anche stavolta accantonata. Nella speranza che si possa addivenire in tempi brevissimi all’individuazione della miglior soluzione possibile, non ci resta che ringraziare di cuore la squadra, la società e tutti i sostenitori che come noi hanno sempre innalzato con orgoglio i colori granata!!! - ELLEDIGI -
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