23/02/2010
Errare è umano, ma perseverare nell'errore è diabolico!
La licenza di sbagliare si restringe sempre più con l’inesorabile scorrere del tempo e perciò… chi ne vuole approfittare deve fare in fretta; d’altra parte, però, non bisogna neppure aspettare troppo ad accorgersi che un errore è pur sempre un errore e, in quanto tale, va quindi emendato nel più breve tempo possibile, prima che le sue conseguenze assumano i connotati dell’irreparabilità. A nostro modesto parere si può racchiudere proprio nel concetto appena espresso l’autentico significato dell’intelligenza e della maturità, qualità umane che consistono non tanto nel non commettere errori (soltanto gli imbecilli non sbagliano mai!), quanto piuttosto nello scoprire subito il modo di trarne profitto; in altre parole la sconfitta di Cassino, la quarta del girone di ritorno e (cosa ben peggiore!) la quarta nelle ultime cinque giornate, certifica con spietata crudezza l’attuale stato di anoressia in cui versa inspiegabilmente la nostra squadra, che in tutta probabilità, da circa un mese e mezzo a questa parte, ha avuto la costante sensazione di vedersi “grassa”, di ritenersi cioè sostanzialmente appagata della posizione di classifica raggiunta dopo la vittoria sul Vico Equense. Questo tipo di percezione distorta della propria condizione deve aver sviluppato un atteggiamento volto alla progressiva riduzione dell’appetito, chiaramente inteso come voglia di conseguire nuovi risultati positivi, ed attuatosi un po’ alla volta con preoccupanti cali di concentrazione nonché evidenti manifestazioni di autoindotta insicurezza da parte dei giocatori ai quali, per quanto concerne l’ultima gara disputata, va riconosciuta senz’altro l’attenuante legata ad una conduzione arbitrale a dir poco discutibile, ma che al tempo stesso non possono permettersi di accampare pretesti o recriminazioni sul conto di terzi in riferimento alle altre battute d’arresto rimediate in rapidissima successione nell’arco di appena trentacinque giorni e mitigate dal solo pareggio di Barletta. La ricorrenza carnevalesca è ormai passata, cari amici del diario, e sarà bene pertanto gettar via la maschera e guardare in faccia alla realtà: la nostra amata Normanna ha conquistato la miseria di appena 1 (uno) punto in cinque partite e dietro una simile circostanza non può che nascondersi un grave disagio psicologico, prima ancora che di natura fisica o tecnica. Al di là di quello che abbiamo metaforicamente asserito nelle righe precedenti, ci riesce davvero assai difficile comprendere ed elaborare le reali ragioni che possono aver determinato una così perentoria involuzione nel cammino della squadra che ci appare obiettivamente imballata, forse preda delle sue stesse ansie, ancora con un punto di vantaggio sulla zona playout, ma solo in virtù della concomitante sconfitta della Scafatese. Il trend negativo registrato nell’ultimo periodo, a nostro giudizio assolutamente non preventivabile e ad ogni modo non ascrivibile ad altri se non ai giocatori, a dieci giornate dalla conclusione del campionato fa maturare purtroppo anche nell’immaginario del tifoso più spavaldo ed ottimista la convinzione quanto mai realistica e sensata (a questo punto sì!) che anche quest’anno sarà indispensabile attendere la trentaquattresima ed ultima gara per sapere se la formazione granata potrà confermare o meno la propria appartenenza alla categoria professionistica senza dover prendere parte a quella snervante appendice stagionale rappresentata dalla lotteria degli spareggi. Dobbiamo essere onesti fino in fondo e riconoscere senza esitazione che la strada intrapresa in questo frangente conduce dritta in un burrone; come abbiamo sottolineato in apertura, il tempo comincia a stringere e da qui alla fine i ragazzi ora guidati da Mr. Juary e Mr. Foglia Manzillo faranno bene ad astenersi dal commettere ulteriori sciagurati passi falsi (con tutto il rispetto il Melfi, la Scafatese e il Cassino non attraversavano di certo il loro momento migliore quando la Normanna li ha affrontati!!!). Di solito si dice che la fortuna batte alla porta una volta sola; nel caso di specie ci verrebbe da dire, guardandoci indietro, che proprio negli ultimi tempi essa abbia battuto almeno tre volte alla nostra porta ma nessuno purtroppo si è scomodato a farla entrare, forse perché si è ritenuto che la porta fosse troppo pesante o che cigolasse… Un appello conclusivo alla squadra: “Ragà, datevi una mossa! A Cassino l’arbitro l’ha fatta veramente grossa, ma ricordatevi che la fortuna ama gli audaci e non quelli che si piangono addosso! Il calendario vi offre ancora diverse possibilità, ma dovete essere abili a non sciuparle più! Noi tifosi non abbiamo alcuna intenzione di aggrapparci alla speranza anche perché si sa che la speranza è buona come prima colazione ma è una pessima cena; vogliamo confidare solo ed esclusivamente in voi e nelle vostre indubbie capacità! Forza allora, rialzate la testa e fate quello che dovete fare!!!” - ELLEDIGI -
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